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CLARA MOSCHINI

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Tensione nello Stretto di Taiwan: Pechino intensifica le manovre militari, equilibri in bilico

Con 21 navi da guerra e 27 aerei, aumenta la pressione su Taipei -2 VIDEO

Cresce la preoccupazione internazionale. Taipei denuncia "azioni provocatorie", mentre Pechino dichiara concluse le "esercitazioni congiunte del 1° e 2 aprile 2025"

La Repubblica Popolare Cinese ha incrementato la sua presenza militare nelle acque circostanti Taiwan, dispiegando un significativo numero di navi da guerra, aerei e missili. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa taiwanese, nelle ultime 24 ore sono state rilevate 21 navi da guerra e 27 aerei dell'Esercito Popolare di Liberazione (Pla) operanti nelle vicinanze dell'isola. Le manovre, descritte da fonti militari come simulazioni di guerra, includono esercitazioni di: attacco anfibio, di blocco navale e di attacchi aerei e missilistici. Pechino ha ribadito la sua determinazione a proseguire con quelle che definisce "azioni disciplinari" nei confronti di Taiwan, fino a quando le autorità di Taipei non cesseranno di promuovere l'indipendenza dell'isola.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha dichiarato in una conferenza-stampa tenutasi in queste ore, che "le provocazioni legate all'indipendenza di Taiwan" non saranno tollerate e che la Cina considera la questione di Taiwan un affare interno, escludendo qualsiasi interferenza esterna. Guo ha inoltre criticato alcuni Paesi che hanno espresso preoccupazione per le attività militari cinesi, accusandoli di "intromettersi negli affari interni della Cina".

Il ministero della Difesa di Taiwan ha condannato le azioni cinesi, definendole "provocatorie" e "una minaccia alla pace e alla stabilità regionale". Le forze armate di Taiwan hanno dichiarato di essere in stato di massima allerta e di monitorare attentamente la situazione. Le esercitazioni del Pla includono simulazioni di attacchi contro obiettivi marittimi e terrestri, mettendo in evidenza la capacità della Cina di condurre operazioni di blocco e controllo multidimensionale su Taiwan. 

E' dell'ultim'ora la comunicazione del Comando del teatro orientale (Etc) dell'Esercito popolare di liberazione cinese che per mezzo del suo portavoce colonnello maggiore dell'esercito Shi Yi, annuncia la conclusione dell'esercitazione: "L'Etc ha schierato le sue forze di terra, navali, aeree, missilistiche e di altro tipo da più direzioni per avvicinarsi all'isola come parte dell'operazione. Le esercitazioni si concentrano principalmente su pattugliamenti di prontezza al combattimento aria-mare, dominio del campo di battaglia, attacchi ad obiettivi marittimi e terrestri, blocchi di aree chiave e rotte marittime e altre tattiche, al fine di valutare le capacità operative congiunte delle forze. Il Comando ha completato tutti i compiti designati nelle esercitazioni congiunte tenutesi dal 1° al 2 aprile ed ha testato la capacità delle truppe di condurre operazioni congiunte integrate". Il colonnello maggiore ha poi aggiunto che "le truppe assegnate al comando del teatro rimarranno in stato di massima allerta in ogni momento, continueranno a rafforzare l'addestramento alla prontezza al combattimento e ostacoleranno risolutamente qualsiasi attività separatista che miri all'indipendenza di Taiwan".

Un'escalation della tensione nello Stretto di Taiwan insomma, che vede la comunità internazionale fortemente preoccupata. Gli Stati Uniti per primi hanno ribadito in queste ore il loro sostegno a Taiwan e hanno esortato la Cina a cessare le sue attività militari. Esprimendo preoccupazione per le attività militari cinesi, che considera destabilizzanti per la regione, l'Ue, che da sempre cerca di bilanciare i suoi interessi economici con i suoi valori di democrazia e diritti umani, ha invitato entrambe le parti ad impegnarsi in un dialogo costruttivo per ridurre le tensioni. Tuttavia, all'interno della stessa Unione europea ci sono diverse sfumature di opinione. Alcuni Paesi sono più cauti nel criticare la Cina, mentre altri sono più propensi a sostenere Taiwan. In particolare, Nazioni come la Francia e la Germania hanno sottolineato l'importanza di mantenere aperti i canali di comunicazione con la Cina, pur esprimendo preoccupazione per le sue azioni. Altri Paesi, come quelli dell'Europa orientale, sono stati più critici nei confronti di Pechino a causa probabilmente delle loro esperienze storiche con l'autoritarismo.

Concludiamo con quanto dichiarato sempre stamattina da Zhu Fenglian, portavoce dell'Ufficio per gli affari di Taiwan del Consiglio di Stato cinese, il quale ha affermato che le esercitazioni congiunte del Pla sono una punizione decisa per le "provocazioni sconsiderate" nel perseguimento dell'"indipendenza di Taiwan" da parte delle autorità dell'isola guidate da Lai Ching-te.

I due video in basso mostrano i due giorni di manovre militari:


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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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