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CLARA MOSCHINI

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Quello che sappiamo sul 5G e le operazioni del traffico aereo in Usa

La ricerca di un necessario equilibrio tra sicurezza e profitto, con il terrorismo a fare da ago della bilancia

Dal 19 gennaio Emirates, Air India, Ana e Japan Airlines hanno annunciato la cancellazione di molti voli da e per gli Stati Uniti, a causa dell’inizio delle operazioni Ict della tecnologia 5G. Emirates ha cancellato le rotte su Boston, Chicago, Dallas, Houston, Miami, Newark, Orlando, San Francisco, Seattle.

Ciò dovuto al fatto che il 5G, ultima generazione di trasmissione dati più veloce, virtuale, capace di gestire fino a 1.000.000 di dispositivi per kmq, potrebbe interferire con la correttezza di alcuni dati trasmessi da aerei commerciali, principalmente il B-787 Dreamliner ed il B-777.

In special modo sono le emissioni 5G nella cosiddetta banda C, che operano tra 3,7 e 3,98 GHz, ad essere operativamente vicine alla fascia 4,2-4,4 GHz utilizzata in ambito aeronautico.

Tra gli strumenti cruciali interessati certamente c’è il radar altimetro, sensore necessario a battere la distanza dal suolo dell’aereo, la cui sensibilità è vitale nelle fasi di avvicinamento all’aeroporto, soprattutto quando le condizioni meteo impediscono il contatto visivo con il terreno.

Il problema è quindi quello del confinamento tra fruitori differenti, ambedue investitori di miliardi di dollari: da un lato AT&T and Verizon, operatori americani Ict, che hanno acquistato licenze di utilizzo Us per 67 miliardi di dollari, dall’altro Boeing e varie compagnie aeree, che operano con centinaia di B-777 e B-787 (più o meno 300 milioni di Euro ad unità).

Fcc, agenzia Us per le comunicazioni, dopo aver intascato i miliardi sopracitati, non intende recedere dalle proprie autorizzazioni, ritenendo il problema del confinamento solo apparente, sulla falsariga di chi ritiene che debba addirittura essere l’industria aeronautica a fare opera di retrofitting sulle strumentazioni aeronautiche; ciò però richiederebbe poco sostenibili esborsi economici. Certamente Boeing non si potrà permettere un altro evento disastroso come quelli che hanno accompagnato l’ingresso in linea operativa del B-737 MAX. 

L’approccio al di fuori degli Usa è invece più cauto: il Canada ha posto limitazioni alle trasmissioni 5G nelle aree limitrofe agli aeroporti, così come la Francia ha ridotto le potenze di trasmissione delle torri di telecomunicazioni. In Italia il problema potrebbe essere solo rinviato, che al momento le fasce sperimentate a Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera, hanno operato nel range tra 3,4 e 3,8 GHz, frequenze più lontane da quelle dei radioaltimetri. Nello specifico si sta utilizzando la banda 3700 (3600 a 3800MHz), lontane dallo spettro aeronautico e soprattutto limitate ai centri delle grandi città metropolitane.

La partita, che in ogni caso verrà vinta da chi rilancerà la posta più alta, potrebbe però vedere l’ingresso di altri giocatori legati alla sicurezza. Perché nuove forme di terrorismo potrebbero sfruttare ulteriori falle trasmissive ancora non identificate che, come sopra detto, già sussistono senza la volontà delle parti. 

Casi questi che potrebbero essere affrontati con nuove installazioni a protezione delle strutture aeroportuali.

red - 1241718

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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