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CLARA MOSCHINI

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Il futuro prossimo del traffico aereo

Le previsioni più ottimistiche non tengono più il passo con gli sviluppi della pandemia

Eurocontrol aggiorna periodicamente le previsioni relative al traffico aereo. Queste sono oramai imprescindibilmente legate agli sviluppi di nuove varianti, che Omicron ha nuovamente rallentato le connessioni tra Paesi; dopo che già la versione Delta aveva raffreddato gli entusiasmi del periodo estivo 2021.

Come già detto, l’agenzia europea fornisce periodicamente aggiornamenti relativi a tre scenari probabilistici di alta, media e bassa recovery.

La previsione più ottimistica, con il 100% del traffico su base 2019 nuovamente raggiunto per l’estate 2022, sembra oramai destinata a fallire le proprie aspettative. Siamo difatti a gennaio 2022 con il traffico aereo assestato al 74%/2019, diversamente dalle previsioni base che ne prevedevano livelli pari all’85%/2019. I vaccini, in ogni caso fondamentali ed al momento unica arma in nostro possesso per evitare ospedalizzazioni e conseguenze gravi, sembrano infatti avere poco impatto sulla diffusione della variante Omicron. 

La previsione di medio periodo, con il ritorno del 100% su base 2019 al 2024, sembra pertanto spostare in avanti le proprie considerazioni, forse avvicinandosi alla bassa full recovery prevista solo per il 2027.

L’aumento fisiologico dovuto alle ferie estive certamente alzerà le statistiche, ma probabilmente ciò che resterà ancora a livelli inferiori al 2019 saranno le medie di traffico, che il 12 gennaio scorso hanno volato in Europa 16.281 voli, pari al 63%/2019.

Ciò che in ogni caso resta importante per gli Ansp (Air Navigation Service Provider) sono le ottimizzazioni legate agli investimenti tecnologici ed alla gestione delle risorse umane, aspetti questi che più che di per sé restano imprescindibilmente legati da una forte interconnessione causale.

Nullo infatti potrà essere il valore dell’aggiornamento tecnologico, pur dovuto ai piani di sviluppo europei, se gli operatori di front-line non verranno “gestiti” alla pari, che di fronte ad un radar è sempre e comunque il fattore umano a finalizzare separazioni, sequenze, sostenibilità ambientale e riduzione delle emissioni.

Per i provider dei servizi della navigazione aerea la crisi odierna allora potrebbe essere un’opportunità se si sfrutterà al meglio l’esperienza delle proprie risorse umane, puntando ad accentuarne l’impegno operativo attraverso politiche di valorizzazione e rinnovamento.

Una recente analisi dell’istituto McKinsey riporta che al momento solo i settori farmaceutici e medici hanno incrementato la propria attenzione all'innovazione durante la crisi pandemica.

La storia invece insegna che le aziende che investono nell'innovazione in tempi di crisi sovraperformano la concorrenza durante la ripresa.

Ora o mai più.

red - 1241891

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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