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Nuova Zelanda contro robot assassini

Decisione per prevenire diffusione incontrollata di armi da oltreconfine

Il governo della Nuova Zelanda ha annunciato in questi giorni che avrebbe accelerato sul divieto internazionale relativo ai sistemi di armamenti autonomi come i robot assassini. Una scelta che pone il Paese tra i leader più influenti in ambito mondiale per via delle sue politiche innovative in materie di disarmo. Si tratta di una decisione legata anche ai crescenti timori riguardo una possibile diffusione incontrollata di armi da fuoco che potrebbero arrivare da oltreconfine.

Le armi completamente autonome, pur non essendo state impiegate in combattimenti su larga scala, potrebbero operare senza un adeguato controllo umano. Esse sono in grado di identificare, mirare ed uccidere senza alcun input umano. Secondo le Nazioni Unite queste sono state già utilizzate nel 2020 in Libia per scacciare le milizie fedeli ad Haftar. 

Tra le armi autonome messe al bando non ci sono i droni, utilizzati sotto controllo strettamente umano. Tra i principali produttori mondiali di armi Stati Uniti e Russia hanno minimizzato i rischi di tali armamenti, mentre la Cina si è detta sensibile alla questione, ma ad oggi non ne ha vietato ancora la produzione e lo sviluppo.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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