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AVIONEWS intervista Nicola Latorre, dg Aid

"Adeguarsi ai cambiamenti del mercato e costruire nuove partnership" -VIDEO

Adeguarsi ai cambiamenti del mercato e costruire partnership con nuove realtà private sono gli obiettivi di Aid, l'Agenzia industrie difesa (Aid). AVIONEWS ne ha parlato con Nicola Latorre, direttore generale dell’Agenzia, che lancia il rinnovamento della stessa ed il suo consolidamento nel mercato estero.

Arrivato ai timoni dell’Ente pubblico ministeriale lo scorso ottobre, Nicola Latorre è stato nominato su proposta del ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Già senatore del Pd e presidente della commissione Difesa del Senato, gli obiettivi del direttore si muovono sia in ambito nazionale, che europeo.

Può spiegarci cos’è Aid e quali sono i suoi compiti principali?

"Aid nasce all’inizio degli anni 2000 su iniziativa del ministero della Difesa che decide di riorganizzare tutta la sua area industriale, e destina alcune delle unità produttive a questa Agenzia che viene costituita con l’intento, appunto, di accompagnare un processo di riconversione di queste unità produttive, con l’obiettivo di modernizzazione. E, soprattutto, con l’intento di rendere anche più economica la gestione di questi stabilimenti. Negli anni l’Agenzia ha innovato, consolidato ed adeguato la propria vision, anche al ruolo che progressivamente il sistema Difesa è andato svolgendo nel corso degli anni".

Quali accordi commerciali ed industriali sono in programma per ampliare la gamma di prodotti?

"Uno dei nostri obiettivi fondamentali è adeguarsi ai cambiamenti del mercato, aumentare gli stabilimenti efficaci nel supportare le nostre Forze armate ed aprirsi al mercato. Cioè proponendosi come unità produttive in grado di sviluppare produzioni che potevano affrontare la competizione. In questo connubio, l’elemento strategico è costruire valide partnership con le realtà private: questo asset è quello sul quale ho prevalentemente concentrato l’attività della nuova governance, con l’intento, soprattutto, di rendere le nostre produzioni sempre più funzionali ad un ruolo strategico del sistema di difesa del nostro Paese".

Il rinnovamento di cui lei si sta rendendo protagonista è sintetizzato anche dal nuovo logo dell’agenzia, ce ne può parlare?

"Il logo tende innanzitutto a trasmettere un’immagine profondamente rinnovata della nostra Agenzia, che vuole comunque conservare i valori fondamentali. Penso in particolare all’unicità delle nostre produzioni o alle capacità di essere un’eccellenza in alcune attività. Dopo la vicenda della crisi pandemica, abbiamo verificato che la sicurezza sanitaria deve diventare uno dei capitoli fondamentali delle politiche di Difesa del Paese. Abbiamo l’unica officina farmaceutica di Stato -il nostro stabilimento di Firenze-, e quindi deciso di accelerare un processo di rinnovamento e adeguamento di questa realtà. Affidando al sistema Difesa un ruolo strategico nel gestire anche i temi della sicurezza sanitaria. Con lo stesso spirito, gli stabilimenti di Capua, Noceto e Baiano sono impegnati nell’attività di militarizzazione e demilitarizzazione. In questo senso noi abbiamo fatto anche degli accordi molto importanti, come con Fiocchi, o Mbda, impegnata in un’attività di distruzione di una serie di missili scaduti e di recupero della parte intelligente di questi. Analogamente, negli stabilimenti del settore marino, come l’arsenale di Messina o lo stabilimento di Castellammare di Stabia, oltre a consolidare le tradizionali attività, stiamo lavorando su alcuni progetti di innovazione produttiva. Per Castellammare attraverso un accordo sottoscritto con Fincantieri, e per Messina attraverso un’intesa che sottoscriveremo in occasione del 'Sea Future' a La Spezia con Intermarine. L'impianto strategico di Aid è costruito su queste due grandi direttrici: uno, consolidare ed implementare i processi di innovazione dal punto di vista produttivo; l’altro, affidare sempre più al sistema Difesa l’attività strategica dell’intero Paese". 

Per quanto riguarda la dematerializzazione, digitalizzazione ed archiviazione, che cosa si sta facendo a riguardo?

"Lo stabilimento di Gaeta merita un’attenzione particolare. Siamo l’unico stabilimento che può svolgere dematerializzazione, digitalizzazione ed archiviazione nell’ambito della pubblica amministrazione. Abbiamo tutti i riconoscimenti necessari in termini di certificazione: siamo l’interlocutore privilegiato per l’Agenzia digitale. Tenendo conto che i programmi di Pnrr contemplano la digitalizzazione come uno degli obiettivi fondamentali nella PA, questo affida alla Difesa un ruolo strategico nel settore".

Commento sul caso Aukus?

"Difesa estera francese. Occorre esprimersi con molto equilibrio. Sono un sostenitore di un progetto concreto di Difesa europea. Sono indispensabili due aspetti: il primo, rendere visibile questa possibilità, dall’altro consolidare anche i progetti di alleanza industriale. Da questo punto di vista, gli elementi di valutazione che questa vicenda suggerisce, consigliano di essere cauti nell’assumere posizione drastiche: non dimentichiamo che il progetto europeo di Difesa non può prescindere da una valorizzazione delle nostre relazioni transatlantiche, che devono continuare ad essere un asset strategico del nostro Paese. Ma contestualmente sollecitano anche un’accelerazione dei processi di costruzione delle alleanze industriali di tipo europeo, che ci metterebbero anche al riparo da eventi come questi".

Sotto, la video-intervista:



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