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Il 26 gennaio 2020 l'incidente in elicottero in cui morì Kobe Bryant

È passato un anno esatto dalla tragedia

Un anno scorre molto velocemente, come quello che è trascorso dal tragico incidente che è coinciso con la morte del campione americano di basket Kobe Bryant. Era il 26 gennaio del 2020, esattamente dodici mesi fa: si parlava del coronavirus, ma sembrava ancora una quesitone limitata alla Cina, poi le cronache mondiali furono dominate da una notizia al limite dell’assurdo (leggi anche la notizia che è stata pubblicata da AVIONEWS). Bryant, sua figlia Gianna di appena 13 anni ed altre sette persone si trovavano a bordo di un elicottero Sikorsky S-76B (marche N72EX). L’aeromobile era di proprietà dello stesso sportivo ed era decollato dall’aeroporto della contea di Orange-John Wayne che si trova a Santa Ana, in California. 

Bryant intendeva raggiungere il campo da pallacanestro in cui avrebbe dovuto giocare la figlia, purtroppo l’elicottero è precipitato 41 minuti dopo il decollo (alle 9:47 per la precisione, ora locale). L’incendio immediato dopo lo schianto non ha lasciato scampo alle nove vittime, con i vigili del fuoco impegnati in un complicato recupero dei corpi. Sembra che la causa principale della tragedia sia stata la fitta nebbia di quel giorno. Molto amato in Italia per i suoi trascorsi nel nostro Paese, Bryant aveva appena 41 anni ed a lui i Los Angeles Laker, la squadra in cui aveva militato per tanti anni (contribuendo a conquistare tantissimi titoli) hanno dedicato la vittoria nell’ottobre 2020, al termine della stagione più surreale della storia di questo sport a causa della pandemia. A distanza di un anno, il ricordo della disgrazia e della commozione mondiale sono ancora molto forti.

Sullo stesso argomento leggi anche l'articolo pubblicato da AVIONEWS

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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