Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Il Governo continua ad ignorare la profonda crisi del settore del trasporto aereo

Gli aeroporti al collasso

Basta esaminare l’attuale disegno di legge di bilancio per l’anno finanziario 2021 (atto Camera 2790-bis) ed in particolare le misure relative ai trasporti (artt. da 199 a 133) per rendersi conto di come il Governo, nel mezzo della crisi più profonda che abbia mai colpito il trasporto aereo (in Italia meno 122 milioni di passeggeri nel periodo gennaio ottobre rispetto al 2019, con perdite che saranno ancora maggiori nei prossimi mesi), abbia previsto tutta una serie di disposizioni ed ingenti aiuti per tutti i settori del trasporto (ferroviario, marittimo, su gomma, locale) con un’intenzionale esclusione del comparto del trasporto aereo. 

L’indifferenza del Governo rischia di avere effetti ancora più negativi della stessa pandemia, perché a fronte di una crisi che si protrarrà in termini assoluti per tutto il primo semestre del 2021, i principali operatori italiani della filiera del trasporto aereo, che sono già stati abbandonati a sé stessi per tutto il 2020, senza alcuna misura di supporto adeguata, sono allo stremo e nei prossimi mesi non saranno più in gradi di far fronte alle ingenti perdite causate dalla pandemia. 

Qualcuno potrà dire: ma come il Governo ha stanziato 3 miliardi e 300 milioni per la nuova compagnia di bandiera ITA-Italia trasporto aereo- (art. 79, comma 7 del DL n. 18/2020 cosiddetto "Cura Italia", come modificato dal DL n. 34/20 cd "Rilancio") oltre ai 350 milioni per i danni patiti da Alitalia-Sai (Società aerea italiana) in amministrazione straordinaria per il Covid (art. 79, comma 2 del DL n. 18/2020 come modificato dal DL n. 104/20 cosiddetto "Agosto")? 

Basta osservare, in proposito, come la politica industriale ed economica del Governo sia incentrata esclusivamente sul vettore che ha rappresentato, in termini produttivi, all’incirca solo l’11,5% del traffico aereo sviluppatosi in Italia nel corso del 2019 (solo 21.770.174 passeggeri sul totale di 193.007.451 passeggeri). Tutto il resto della filiera del trasporto aereo italiano, capace di attrarre, movimentare e gestire i restanti 171 milioni di passeggeri transitati negli aeroporti italiani nel corso del 2019, è stato intenzionalmente ignorato; ci si riferisce alle società di gestione aeroportuale, agli altri vettori aerei con licenza rilasciata da Enac (Ente nazionale aviazione civile), alle circa 100 società di servizi di assistenza a terra ed a tutti gli operatori commerciali presenti negli aeroporti italiani che, numeri alla mano, in questi anni sono stati la vera forza propulsiva del trasporto aereo italiano ed hanno rappresentato il comparto produttivo della filiera del trasporto aereo. 

Troppo pochi i soli 130 milioni previsti per Blue Panorama, Neos ed Air Dolomiti (art. 198 del DL n. 34/20 cosiddetto "Rilancio") ed i due anni di proroga della durata delle concessioni aeroportuali (art. 202, comma 1-bis, DL n. 34/20 cosiddetto "Rilancio") per consentire a tutti gli operatori della filiera del trasporto aereo italiano di resistere, nel corso del 2021 alla sempre più rilevante crisi economica determinata dal Covid. In particolar modo le società di gestione aeroportuale ed i fornitori dei servizi di assistenza a terra sono tra i principali operatori che, unitamente agli altri fornitori, hanno già dovuto supportare perdite per ben 1630 milioni per prestazioni maturate a maggio 2017 nei confronti di Alitalia-Sai in amministrazione straordinaria, che non troveranno mai soddisfacimento per l’incapienza della stessa procedura priva di asset e di liquidità. 

Si ritiene che, nell’attuale e profondamente mutato scenario di riferimento determinato dal Covid, rientri tra i compiti di politica economica ed industriale del Governo tanto la costituzione di una compagnia aerea di bandiera e la protezione degli attuali vettori con licenza italiana quanto la salvaguardia dell’effettivo comparto produttivo del trasporto aereo in Italia, intendendosi come tale tutto il settore lato terra (aeroporti, handler ed operatori commerciali). L’ignorare uno dei due comparti avrà effetti negativi dirompenti sulle politiche del Governo in materia di trasporto aereo. 

È ora di dire basta all’approccio populista incentrato esclusivamente sul salvataggio di Alitalia e su un attacco immotivato agli altri operatori della filiera del trasporto aereo. Non sono stati in alcun modo le società di gestione aeroportuale e tanto meno le società di handling la causa del fallimento di Alitalia-Lai (Linee aeree italiane) prima e di Alitalia-Cai (Compagnia aerea italiana) ed Alitalia-Sai (Società aerea italiana) successivamente. Le responsabilità vanno cercate altrove e principalmente in un management incapace ed inadatto, senza specifiche esperienze nel trasporto aereo e molte volte di designazione politica, nonché nei ritardati e sbagliati interventi di tutti i diversi Governi che si sono succeduti in questi anni. Come non ricordare il fallimento dei cosiddetti Requisiti di sistema del 2005, la rinuncia all’offerta Air France di ben 1,7 miliardi nel 2008 oppure i disastrosi contenuti dell’ultimo Dm n. 275 del 2016, emanato dall’allora ministro Delrio, che ha consentito, nei fatti, la legalizzata elusione dei principi comunitari in materia di incentivazioni per i vettori low-cost. 

Tornando all’attuale disegno di legge di bilancio per il 2021, attualmente all’esame alla Camera dei deputati, si segnala come i due emendamenti (128.01 e 128.02) presentati dal deputato Davide Gariglio non rientrano tra quelli approvati dalla stessa commissione IX Trasporti nell’ultima seduta di giovedì 26 novembre scorso. Non vi sarebbe la copertura economica per le misure ivi previste nei confronti di Blue Panorama, Neos ed Air Dolomiti (ulteriori 150 milioni per la compensazione dei danni da Covid attesi sino al 30 giugno 2021) e delle società di gestione aeroportuale (creazione di un Fondo di sostegno di 600 milioni). 

Le possibilità che tali misure economiche di sostegno vengano accolte sono molte ridotte, anche perché la commissione Bilancio nella seduta di domani mercoledì 2 dicembre si troverà ad affrontare e valutare la valanga di emendamenti (circa 7000) presentati da maggioranza ed opposizione entro il termine ultimo di sabato scorso. Senza una concreta volontà del Governo, ad oggi del tutto assente, ben difficilmente vi sarà spazio per l’introduzione delle avvertite e necessarie misure di compensazione per il settore aeroportuale. 

Nello specifico la proposta di emendamento 128.02, nell’attuale formulazione, prevederebbe l’inserimento di un nuovo articolo 128-bis, intitolato Fondo a sostegno del settore aeroportuale, con una dotazione di 600 milioni di Euro per l'anno 2021, per la compensazione dei danni subiti nell'anno 2020 dalle sole società di gestione aeroportuale. Le risorse dovrebbero esser destinate, in via prevalente, alla copertura delle spese e degli investimenti per l’adozione delle misure di sanità resesi necessarie per garantire la tutela dei passeggeri e degli stessi lavoratori dal Covid e, in via residuale, per il finanziamento degli investimenti previsti nei contratti di programma. Un apposito decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il ministro dell’Economia, dovrebbe delineare le modalità applicative e di ripartizione delle risorse tra le diverse società di gestione, tenendo conto sia dei minori ricavi percepiti che dei costi evitati durante tutto il periodo di emergenza, garantendo comunque l’allocazione delle risorse anche nei confronti degli aeroporti sotto il milione di passeggeri. 

Nella sostanza si tratta della riproposizione del Fondo di compensazione richiesto a gran voce dalle società di gestione aeroportuale sin dal maggio 2020 (si veda l’audizione di Assaeroporti in commissione Industria del Senato in data 20/05/20 e tutte le posizioni successive), ad oggi continuamente respinto dal Governo, che però appare necessario alla luce della sempre più grave crisi vissuta dal comparto del trasporto aereo con una riduzione del traffico nel corrente mese di novembre che si accinge a raggiungere valori prossimi al 90%. 

Si ritiene, però, che tale Fondo non possa esser limitato alle sole società di gestione aeroportuale, prevendendo quanto meno degli effetti compensativi anche per tutti gli altri operatori presenti in aeroporto, a partire dalle società di handling sino agli operatori commerciali. La stessa copertura, con maggiori ed adeguate risorse, dovrebbe esser estesa, oltre che ai danni già patiti nel 2020, anche a quelli attesi nei primi sei mesi del 2021. 

Il Governo sarà meno miope e prevederà delle specifiche misure di compensazione per tutti gli attori della filiera del trasporto aereo? In caso contrario è lecito attendersi nuove rilevanti crisi e chiusure. Nelle prossime due settimane l’attesa risposta.

EM - 1233602

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
Simili