Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram

Usa. Piloti ed assistenti di volo esposti al contagio

Le compagnie non forniscono adeguate tutele?

La notizia s'è diffusa –riporta AVIONEWS– tramite i social.

La moglie del comandante Kevin McAdoo, primo ufficiale del vettore aereo Jet Blue ha scritto che suo marito, 49 anni, è morto dopo dopo essere risultato positivo al Covid-19. JetBlue Airways è una compagnia low-cost statunitense che ha sede a New York ed opera su tratte interne agli Usa e verso Messico, Caraibi, America centrale e Sud America utilizzando una flotta di 254 aerei suddivisi in A-320 ed E-190.  

Mentre gli Stati Uniti si avvicinano al periodo più intenso dell'epidemia si cominciano a diffondere preoccupazioni per gli equipaggi di volo che continuano il loro servizio. La notizia della morte del comandante McAdoo,  arriva mentre sul sito della compagnia il presidente e ceo della JetBlue, Joanna Geraghty, continua a ripetere in un video frasi rassicuranti per i passeggeri specificando le misure adottate per contrastare la diffusione del contagio.

Circa 119.000 assistenti di volo statunitensi sono considerati dal governo "lavoratori ad infrastrutture critiche essenziali", e pertanto sono esenti dalle linee-guida che richiedono l'autoquarantena dopo aver viaggiato verso aree ad alto rischio o potenziale esposizione. Anche quando i passeggeri vengono sottoposti a screening o test negli aeroporti, molti equipaggi dichiarano di non esserlo.

I maggiori sindacati che rappresentano gli assistenti di volo hanno diffuso informazioni secondo le quali molti equipaggi sarebbero positivi al contagio e ci sono anche notizie di numerosi decessi di assistenti di volo. L'Unione dei lavoratori dei trasporti (Twu), che tutela gli assistenti di volo di Southwest Airlines, ha sollecitato la compagnia a fornire maschere e guanti agli equipaggi che lavorano sui voli, oltre a chiedere di aumentare a bordo gli standard di distanza sociale. 

Twu ha riferito che oltre 600 dipendenti di Southwest Airlines si sono dimostrati positivi, ma la compagnia ha contestato la notizia. 

Anche American Airlines, l'Associazione degli assistenti di volo ha riferito che circa 100 associati sono risultati infetti.  Le compagnie continuano a dichiarare di aver raccomandato ai loro equipaggi di volo di non andare al lavoro se sono ammalati. Ma –riporta AVIONEWS– la raccomandazione non è sufficiente: giorni prima che si manifestino i sintomi, i lavoratori infetti diffondono il virus. Gli assistenti di volo denunciano comportamenti delle aziende diversi rispetto ai piloti. Mentre i piloti generalmente non sono sottoposti a controlli quando si dichiarano ammalati, gli assistenti di volo riferiscono di essere stati rimproverati. Il personale ammalato anche lievemente diventa trasmettitore primario per le centinaia di migliaia di americani che continuano a volare ogni giorno. "È terribile, perché sappiamo che lo stiamo sicuramente diffondendo, da un posto all'altro, da una città all'altra, da una persona all'altra, da un hotel all'altro", ha detto ad un noto periodico Usa un assistente di volo che lavora da 15 anni.

Inoltre –scrive AVIONEWS– è particolarmente  rischioso l'uso dei cosiddetti crash-pad ovvero case o appartamenti che i piloti usano per riposare quando sono in fuori sede. I crash pad  sono spesso costituiti da diverse stanze anche con letti a castello per ospitare i membri d'equipaggio sia prima che dopo i loro viaggi. Mentre la maggior parte dei crash pad non ospita molte persone contemporaneamente, il susseguirsi del personale e la possibilità di standard di pulizia non sempre accurati può rappresentare una grave minaccia per i membri d'equipaggio, poiché il virus può persistere per giorni su determinate superfici. 

Anche le aree di controllo della sicurezza aeroportuale rappresentano una minaccia consistente di infezione. Il personale di controllo  gestisce badge di identificazione dei membri d'equipaggio con le stesse mani che si avvicinano ogni giorno a migliaia di passeggeri in viaggio.

I maggiori sindacati che rappresentano migliaia di piloti non hanno voluto fornire cifre riguardo al numero di piloti affetti dalla malattia. Il mese scorso, un pilota American Airlines è stato tra i primi a risultare positivo al contagio e molti piloti professionisti intervistati hanno ammesso di conoscere uno o più aviatori infetti. 

C'è molta reticenza tra i piloti nel dichiararsi ammalati -scrive AVIONEWS– per motivazioni professionali in quanto la malattia può avere effetti permanenti e questo potrebbe portare alla perdita dell'idoneità di volo.

gen - 1229141

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
Simili