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Corte Giustizia Ue su rimborso a passeggeri aerei che prenotano con agente viaggio

In caso di ritardo prolungato a dirimere sarà un giudice del luogo partenza

La Corte di giustizia Unione europea (Cg Ue) riporta oggi che: "La signora Libuše Králová ha stipulato con un'agenzia di viaggi (adv) ceca un contratto di viaggio “tutto compreso” che includeva, per un verso, un trasporto aereo tra Praga (Repubblica ceca) e Keflavík (Islanda), operato dal vettore danese Primera Air Scandinavia, e, per altro verso, un alloggio in Islanda. 

Il volo Praga - Keflavík della signora Králová del 25 aprile 2013 ha subito un ritardo di oltre quattro ore. Essa ha in seguito proposto dinanzi all'Obvodní soud pro Prahu 8 (tribunale del distretto di Praga 8) un ricorso contro Primera Air Scandinavia per l’ottenimento di una compensazione pecuniaria, per un importo di 400 Euro, ai sensi del regolamento sui diritti dei passeggeri aerei. 

Detto giudice nutre dubbi quanto alla propria competenza territoriale a dirimere tale controversia in quanto, per un verso, ai sensi del regolamento sulla competenza giurisdizionale, i ricorsi nei confronti di un’impresa stabilita in un determinato Stato membro devono essere proposti, in linea di principio, in tale Stato membro. Inoltre, per altro verso, le disposizioni speciali in materia contrattuale del medesimo regolamento, che consentono di proporre un ricorso anche dinanzi al giudice del luogo di esecuzione di un’obbligazione (in base alla giurisprudenza, per i servizi di trasporto aereo, tale giudice è segnatamente il giudice del luogo di partenza del volo), si applicano, in linea di principio, solo nel caso in cui sussista un rapporto contrattuale tra le parti in causa. 

Orbene, la signora ha concluso un contratto non già con il vettore aereo, bensì con un'agenzia di viaggi. Il giudice ceco chiede alla Corte di giustizia se, nella fattispecie, sussista un rapporto contrattuale tra il passeggero ed il vettore, che consenta al primo di intentare dinanzi ad esso un ricorso contro il secondo, atteso che detto giudice è il tribunale del luogo di partenza del volo in ritardo. 

Con la sua sentenza odierna, la Corte rammenta, anzitutto, che la nozione di 'vettore aereo operativo', soggetto agli obblighi derivanti dal regolamento sui diritti dei passeggeri aerei, comprende non solo il vettore che opera o intende operare un volo nell’ambito di un contratto con un passeggero, ma anche colui che opera o intende operare un volo per conto di un terzo, il quale abbia concluso un contratto con tale passeggero.

Pertanto, in una situazione, quale quella in esame, in cui il vettore ha operato il volo per conto di un'agenzia di viaggi che ha concluso un contratto con il passeggero, quest'ultimo, in caso di ritardo prolungato del suo volo, può invocare il regolamento sui diritti dei passeggeri aerei nei confronti del vettore, anche in assenza di un contratto tra il passeggero e la compagnia. 

La Corte ricorda poi che, sebbene la conclusione di un contratto non costituisca una condizione per l'applicazione delle disposizioni speciali in materia contrattuale previste dal regolamento sulla competenza giurisdizionale, il ricorso a tali disposizioni presuppone che vi sia un obbligo liberamente assunto da una parte nei confronti di un'altra. 

A tal proposito, la Corte dichiara che un vettore operativo che, come Primera Air Scandinavia, non ha concluso alcun contratto con il passeggero, ma è debitore, nei suoi confronti, degli obblighi derivanti dal regolamento sui diritti dei passeggeri aerei a nome di un'agenzia di viaggi, deve essere considerato come soggetto che ottempera ad obblighi assunti liberamente nei confronti di tale agenzia. Su questo punto, la Corte precisa che tali obblighi trovano la loro fonte nel contratto di viaggio "tutto compreso" che il passeggero ha concluso con l’agenzia in questione. 

Ciò premesso, la Corte dichiara che il ricorso per ottenere una compensazione pecuniaria per ritardo prolungato del volo, intentato da un passeggero contro il vettore aereo che non è la controparte contrattuale del passeggero, deve essere considerato come rientrante nella materia contrattuale. 

Pertanto, in una simile situazione, il passeggero può intentare un ricorso per ottenere una compensazione pecuniaria nei confronti del vettore dinanzi al giudice del luogo di partenza del volo, conformemente alla giurisprudenza".

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