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CLARA MOSCHINI

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Alitalia: morirà per un raffreddore?

Leogrande chiede Cigs per 40% dei dipendenti. E chissà se basta....

Alitalia ha annunciato 4000 esuberi almeno fino a settembre giustificandoli con la diffusione del coronavirus. Ma se non fosse una cosa drammatica per tutte le persone che vengono a trovarsi in difficoltà sarebbe una cosa ridicola. Se volessimo dare retta alle motivazioni di questa comunicazioni dovremmo pensare che il commissario Leogrande ed i suoi collaboratori sanno già la durata della diffusione di questo virus, la sua effettiva gravità ed i danni che creerà agli spostamenti di persone e merci nei prossimi sei mesi. Ma nessuna persona seria può credere questo. Crisi molto profonde, e prolungate nel tempo, nel settore del trasporto aereo si sono avute dopo gli attentati alle Torri Gemelle nel 2001, dopo la grave crisi dovuta all'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull nel marzo del 2010, dopo la crisi delle Primavere Arabe, dopo il crollo delle borse del 2008 e conseguente crisi mondiale delle economie, ed anche la diffusione delle epidemie di Sars, Ebola, aviaria, peste suina. Ma per questi eventi mai Alitalia ha chiesto cassa integrazione per i suoi dipendenti. Molto più serio sarebbe se si ammettesse la situazione insostenibile di una compagnia che, contro ogni legge dell'economia del mondo globalizzato, vuole stare in piedi "stand alone". Già 20 anni fa Loyola de Palacio aveva previsto la necessità di concentrazione in Europa con al massimo tre o quattro compagnie. È vero che il fenomeno della rarefazione dei vettori aerei, con la liberalizzazione del settore e con la globalizzazione dell'economia, c'è stata in tutta Europa, ma i governi che si sono succeduti non lo hanno voluto capire, mentre nei principali Paesi europei ci si è mossi, pur fra mille contraddizioni, nel senso delle aggregazioni. Non vogliamo prendere ad esempio la Fiat che si è salvata e ha ripreso a crescere proprio grazie ad una politica del "fare massa critica". In Italia l'unica cosa che si è saputo fare è stata quella di sommare Alitalia con AirOne nel 2008. Molto poco, in verità.

I 4000 esuberi chiesti dal commissario Leogrande sono molto somiglianti ai 4000 esuberi (e relativa riduzione della flotta) chiesti da Lufthansa da tempo, e di cui già tre anni fa parlava AVIONEWS. Invece che assumersi la responsabilità di scelte difficili, ma necessarie, si preferisce dare la colpa al coronavirus. Ormai è chiaro che per Lufthansa o Delta o Air France o chiunque altro, la compagnia può avere un appeal solo se fortemente ridimensionata in modo adeguato alle sue quote di mercato, sempre più residuali sia per i voli nazionali che per quelli internazionali ed intercontinentali. La situazione di Alitalia è molto seria. Si può chiedere che almeno nelle comunicazioni si eviti di prendere in giro dipendenti e passeggeri?

Gli italiani hanno già pagato "a piè di lista", negli ultimi tre anni, con un miliardo e mezzo di Euro la situazione commissariale di Alitalia il cui fatturato complessivo conosciuto è appena il doppio. Quattromila persone in Cgis hanno un costo enorme per lo Stato e si aggiungono alla cassa integrazione che da anni paghiamo ai dipendenti di Alitalia. Ma i ministri della Repubblica oltre ad occuparsi di mascherine e di Amuchina cosa aspettano a prendere in mano la situazione? Ministro dei Trasporti, ministro dello Sviluppo economico, ministro del Lavoro, se ci siete battete un colpo. 

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