Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram

Nuova vittoria per le società gestione aeropori in materia di fondo antincendio

Corte cassazione accoglie ricorso; verso la conclusione le controversie su tale tematica -ALLEGATO

Finalmente si avviano a conclusione le numerose controversie su tale complessa tematica e le risorse, come sempre richiesto dalle società di gestione aeroportuali, potranno tornare in ambito aeroportuale

La Corte di cassazione a Sezioni Unite ha accolto un altro ricorso delle società di gestione aeroportuale assistite dall’avvocato Enrico Mormino che, a partire dal 2009, lamentano la distrazione dei 30 milioni annui da versarsi al Fondo Antincendio per finalità che nulla hanno a che vedere con il servizio antincendio aeroportuale.

Trattasi di una controversia che nel corso degli anni ha assunto una complessità elevatissima, raggiungendo un valore di oltre 230 milioni di Euro.

Già nel 2010 il giudice tributario aveva accertato la non debenza, a partire dal 1° gennaio 2009, delle somme da versarsi al Fondo antincendio in quanto aveva accertato che le medesime risorse venivano destinate a finalità estranee a quelle stabilite dalla Legge. Inaspettatamente la Ctr Lazio aveva annullato nel 2011, in soli cinque mesi, tale sentenza e finalmente la Corte di cassazione a Sezioni Unite ha riconosciuto l’errore del giudice di appello che aveva applicato una norma non più in vigore da diversi anni nonché confuso le somme da versarsi al Fondo antincendio con i ben distinti diritti aeroportuali.

Successivamente ad una seconda positiva sentenza della Ctp Roma, che nel 2014 aveva nuovamente accertato la non debenza delle somme da versarsi al Fondo Antincendio perché destinate a finalità ben differenti da quelle statuite dalla legge istitutiva corrispondenti alla sola riduzione del costo sostenuto dallo Stato per il servizio antincendio aeroportuale, il Legislatore era intervenuto appositamente con l’art. 1, comma 478, della legge n. 208/2015 al fine di incidere retroattivamente a favore delle Amministrazioni, attribuendo irragionevolmente la natura di corrispettivo al Fondo antincendio.

Dopo che le stesse società di gestione aeroportuale, assistite sempre dall’avvocato Enrico Mormino e dal professor Bernardo Mattarella, hanno conseguito l’importante sentenza della Corte Costituzionale n. 167/2018, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della sopra censurata norma retroattiva, ecco giungere a distanza di appena sei mesi l’importante sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite Civili n. n. 3162/19, che ha definitivamente statuito la natura di tributo di scopo delle somme da versarsi al Fondo antincendio e l’esclusiva giurisdizione del giudice tributario.

Decisivo è l’accertamento da parte della Suprema Corte di Cassazione della sussistenza di una sentenza di merito della CTP Roma n. 10137/51/14, passata in giudicato tra le parti, che ha statuito “la non debenza del tributo a decorrere dal 2009, a causa del venir meno dell'originario scopo legislativo ad opera dell'art. 4, comma 3 - bis, del D.L. n. 185 del 2008” che era sempre stata contestata e negata dalle Amministrazioni. Tale sentenza, sempre per la Corte, potrà assumere rilievo “a partire dai contributi inerenti all'anno 2009” in quanto è dal 1° gennaio 2009 “che assume rilievo il mutamento di destinazione introdotto dalla novella, che è a fondamento della decisione della sentenza invocata”; per le antecedenti due annualità 2007 e 2008 sarà invece necessario un apposito accertamento di fatto da parte dei giudici di merito, tenuto conto già del pronunciamento positivo già formulato dal giudice tributario in relazione all’annualità 2008.

Dopo ben dieci anni di numerosi contenziosi e i pronunciamenti della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, tutti favorevoli alle società di gestione aeroportuale assistite dall’avvocato Enrico Mormino, partner dello studio Elexia, esperto di diritto del trasporto aereo, si è così finalmente venuto a delineare un quadro di diritto ben definito, che ha riconosciuto le ragioni delle società aeroportuali ed evidenziato le gravi responsabilità delle amministrazioni, che al fine di utilizzare le ingenti risorse del Fondo antincendio per ben distinte finalità sindacali, che nulla hanno a che vedere con la finalità originaria della norma e con l’operatività aeroportuale, sono da ultimo giunte anche a rifiutare vessatoriamente la sottoscrizione degli accordi ex-Regolamento EU n. 139/2014 aventi ad oggetto l’interfacciamento operativo delle rispettive organizzazioni.

Dopo che le Amministrazioni si sono fatte pure una legge retroattiva per vincere tutti i contenziosi e conseguire d’imperio le loro ragioni, non sarà forse il caso di tenere conto delle rilevanti censure loro impartite dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite?

Sull'argomento vedi anche notizia AVIONEWS

Sotto, in allegato la versione integrale della sentenza (10 pagine). 

Allegati
red - 1218578

© AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency Srl
Collegate

ApprofondimentiIllegittima la norma interpretativa fondo antincendio aeroportuale

Lo ha stabilito la Corte Costituzionale

Incostituzionale e disapplicata la norma introdotta al solo fine di annullare gli effetti della sentenza passata in giudicato della Ctp Roma n. 10137/51/2014 e condizionare tutte le numerose controversie pendenti tra il ministero dell’Interno e le società di gestione aeroportuale dal valore ad oggi di ben € 230 milioni. È irragionevole supporre che la prestazione patrimoniale imposta del cd Fondo antincendio sia un corrispettivo, trattandosi inequivocabilmente di un tributo di scopo la cui cognizione spetta al giudice tributario continua

Simili