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CLARA MOSCHINI

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Caso Ustica, divulgare le carte segrete

Giuliana Cavazza De Faveri scrive al presidente Conte

AVIONEWS riporta che Giuliana Cavazza De Faveri, che perse la madre nell'esplosione dell'aereo DC-9 Itavia, oggi  presidente dell'Associazione per la verità su Ustica, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiedendo di avere accesso agli atti con facoltà di divulgazione degli stessi.

Nella lettera la signora Cavazza ricorda come, su richiesta della presidenza della Commissione di inchiesta sul sequestro e sulla morte di Aldo Moro, parlamentari membri della Commissione poterono avere accesso il 30 marzo del 2015 presso la sede del Dis (via Santa Susanna 15) a documenti, messi a disposizione dell'Aisi, relativi agli anni 1979-1980. La lettera precisa –scrive AVIONEWS– che i documenti in questione fu tolto (ovvero era decaduto dopo 30 anni NdR) il segreto di Stato, e poi furono riclassificati segretissimo, segreto, riservatissimo o riservato in base all'articolo 42 della stessa legge che, al comma 5° ultimo periodo, fissa in un massimo di ulteriori dieci anni il divieto di divulgazione degli stessi.

In quella occasione i parlamentari –riporta la lettera della Cavazza- hanno potuto in particolare prendere visione ed annotare i documenti relativi al carteggio tra l'ambasciata italiana a Beirut ed il nostro Governo dal 7 ottobre 1979, data del sequestro di missili terra-aria ad Ortona ad un Gruppo di autonomi e palestinesi provenienti da Bologna, sino al mattino del 27 giugno 1980, lo stesso giorno dell'esplosione la sera del DC-9 Itavia sul cielo di Ustica”AVIONEWS precisa che quasi certamente doveva trattarsi di missili terra-aria cosiddetti spalleggiabili (cioè lanciabili da un solo operatore) con un raggio d'azione di circa 2 km. È infatti estremamente improbabile che organizzazioni terroristiche potessero aver accesso ad armamenti più complessi e potenti.

Di straordinario interesse sembrerebbero essere, prosegue la missiva, i documenti del 13, 14, 16, 20 e 21 novembre 1979, 18 dicembre 1979, 2 febbraio 1980, 10 marzo 1980, 14 aprile 1980, 12 e 21 maggio 1980, mattino del 27 giugno 1980. Sulla base della legge per i documenti, gli atti, le attività, le cose ed i luoghi sopracitati è ormai cessato ogni vincolo di classifica, e la  Cavazza chiede pertanto di aver accesso agli stessi con facoltà di divulgazione, avendo un interesse qualificato e specifico alla loro conoscenza non soltanto come presidente della Associazione ma anche avendo perso la madre nel disastro aereo del 27 giugno 1980.

Il presidente conclude citando un intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a cui la lettera è stata inviata in copia, che il 9 maggio scorso riferendosi alle stragi che hanno insanguinato il nostro Paese ha detto: "La verità rimane un diritto oltre che un dovere per le Istituzioni. Terrorismo ed eversione sono stati battuti con gli strumenti della democrazia e della Costituzione: la ricerca della verità dunque deve continuare laddove persistono lacune e punti oscuri". 

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