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CLARA MOSCHINI

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Stima Boeing: 60 mld per salvare l'industria aerospaziale Usa

Una visione di parte che vuole posizionare l'azienda di Seattle quale leader dell'intero settore

“E' necessario un minimo di 60 miliardi di dollari in liquidità pubblica e privata, incluse adeguate garanzie su prestiti, per l'industria aerospaziale e del trasporto aereo. Questo è il modo più efficace per supportare vettori aerei, aeroporti, fornitori e produttori a ripartire con le loro attività”: con queste parole dirette e autoreferenziate Boeing ha scritto a Casa Bianca e a Congresso indicando la propria soluzione per traghettare fuori dalla tempesta finanziaria generata dal Covid-19 il settore aeronautico e spaziale americano. 

Boeing dice di “Apprezzare il supporto del presidente e dell'Amministrazione per i 2,5 milioni di posti di lavoro e i 17.000 fornitori“ che compongono l'intero comparto Usa, e offre il suo supporto per “valutare gli interventi legislativi e le strategie più appropriate per preservare il ruolo dominante degli Stati Uniti”. Un'offerta di supporto che pare molto interessata e certamente finirebbe per indirizzare in maniera determinante le decisioni tecnico-politiche del governo Usa che non potranno mancare. E' evidente a molti osservatori il tentativo del gigante aerospaziale di Seattle di annegare nella tempesta Covid-19 tutti i problemi tecnici e gestionali che l'hanno afflitto in questi ultimi due anni, attribuibile al 737 MAX, ma anche agli insuccessi dei programmi spaziali. A questi tentativi di recupero politico, rileva AVIONEWS, fanno riscontro per Boeing i disastrosi dati che arrivano da Wall Street: -18,50% in un solo giorno mentre da inizio marzo il titolo ha lasciato sul terreno il 55%.

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