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CLARA MOSCHINI

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Emergenza Covid. Ventilatori polmonari e missili: le stesse componenti

Quello che Leonardo potrebbe fare e non fa...

Mentre scriviamo continuano gli sforzi dell'Aeronautica militare per trasferire dalla Lombardia gli ammalati di Covid-19 (vedi AVIONEWS) che non trovano più posto nei reparti ospedalieri di terapia intensiva della regione. È un'operazione delicata che l'AMI sta svolgendo con mezzi adattati, ma con tutta la volontà e l'impegno del personale. 

I limiti dei reparti di terapia intensiva e soprattutto il limite del numero dei ventilatori che dovrebbero assistere i malati più gravi è sempre stato una chiave in questa emergenza. E' lodevole l'impegno dalla Difesa che ha messo a disposizione una ventina di tecnici inviati a supportare un'industria del bolognese, sembra l'unica in Italia, in grado di produrre questi ventilatori. 

Esempi arrivano ancor una volta dalla Cina, dove le maggiori industrie aerospaziali, le più adatte vista tipologia di lavorazioni richiesta, sono state rapidamente riconvertite (vedi AVIONEWS). In effetti a guardarli bene, da un punto di vista ingegneristico i ventilatori sono fatti di componenti elettroniche di misura e controllo e di componenti meccaniche di precisione. Può sembrare un paradosso, ma sono le stesse componenti di cui è costituito un missile aria-aria o superficie aria. Di quelli che Leonardo nei suoi stabilimenti del Fusaro e in altre parte d'Italia costruisce e manutiene per le nostre Forze armate. Ci vogliono operai specializzati, macchinari, ambienti adatti. 

Tutte queste componenti Leonardo le possiede. Viene da chiedersi: perché non metterle a disposizione della comunità?  Di certo gli stessi tecnici potrebbero continuare a lavorare in loco, oppure essere trasferiti presso l'azienda che abbiamo citato. L'azienda stessa potrebbe mettere a fattor comune alcune delle sue tecniche e metodologie, cosi da consentire a Leonardo di integrare le sue capacità produttive. Certo non avremmo una alta efficienza operativa, i cicli industriali sarebbero approssimati, ma forse meglio che essere costretti a movimentare ammalati gravi su elicotteri, per centinaia di chilometri, alla ricerca di un posto in ospedale...

red - 1228606

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