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CLARA MOSCHINI

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Senato Question time. Toninelli risponde a tre quesiti

Tra i quali revoca concessione Aspi; risposta ed interrogazione

"Per quanto riguarda infine il coinvolgimento di Atlantia in Alitalia, si tratta di questione che sarà valutata nelle sedi opportune, ma che non può e non deve intrecciarsi con quella del Ponte Morandi", conclude il ministro

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha risposto oggi, 11 luglio, a tre quesiti nell’ambito del question time che si è tenuto dalle ore 15, nell’Aula del Senato.

Danilo Toninelli ha risposto all'interrogazione 3-01003, illustrata dal senatore Urso (FdI), sulle determinazioni in merito alla realizzazione della linea ferroviaria Tav Torino-Lione. 

Dopo ha poi risposto all'interrogazione 3-01001, illustrata dal senatore Ferro (FI), sulla revoca delle concessioni autostradali affidate alla società Autostrade per l'Italia (Aspi): il Governo ha garantito piena trasparenza pubblicando i dati relativi alle concessioni. Lo Stato può revocare una concessione facendo valere la responsabilità del gestore ed un contratto in essere può essere risolto per inadempimenti e mancata manutenzione. La norma che prevede un indennizzo, introdotta dalla legge n. 101 del 2008, è illegittima e manifestamente nulla. 

Infine ha risposto infine all'interrogazione 3-01002, illustrata dal senatore Santillo (M5S), sull'adeguamento alle norme di sicurezza dettate dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie.

La seduta è terminata alle ore 15:52.

AVIONEWS riporta la risposta del ministro sulla revoca concessione ad Autostrade per l'Italia ed il testo integrale dell'atto parlamentare.

"Risposta QT Bernini (FI) revoca concessione Aspi 11 luglio 2019

Colleghi senatori,

rispondo anzitutto alla domanda che mi avete posto: 'Quando il ministro ritenga di rendere noto al Parlamento il lavoro svolto dalla Commissione' di giuristi sulla vicenda del Ponte Morandi. 

Sono lieto di comunicarvi che il lavoro svolto dal gruppo di lavoro di giuristi, istituito con il decreto ministeriale 119 del 29 marzo 2019, è stato pubblicato sul sito del ministero già nove giorni fa e pertanto è fin da allora a disposizione non solo al Parlamento, ma di chiunque voglia prenderne visione.

In quella relazione, che potevate esaminare integralmente in qualunque momento già dallo scorso 2 luglio, è riportato tra l’altro che lo Stato, in qualità di concedente, rappresenta l’interesse generale di tutti nell’accordo con il concessionario privato e, dunque, può far valere la grave responsabilità del gestore. Il concessionario ha reso per un tempo comunque lungo il bene costituito dal Ponte Morandi inutilizzabile, con gravissimi effetti in termini di vittime, danni morali, economici e di immagine per lo Stato stesso. Siamo dunque di fronte a un inadempimento che i giuristi del gruppo di lavoro definiscono 'di particolare gravità' e 'definitivo'.

La relazione dice tra l’altro che dal 2005 ad oggi sono stati spesi soltanto 440 mila Euro per la manutenzione strutturale del ponte. Nella fase pre-privatizzazione, invece, erano stati spesi 1,3 milioni in media all’anno.

Nella vostra domanda gli interroganti mi ricordano inoltre che 'nella nota di Autostrade per l’Italia, viene specificato che i termini della convenzione prevedono, nella denegata ipotesi di revoca, il pagamento di un cosiddetto indennizzo che corrisponde al giusto valore della concessione'.

Prendo atto che i parlamentari delle opposizioni abbiano assunto il ruolo di avvocati di Autostrade per l’Italia: ricordo però che loro dovrebbero conoscere bene i termini assurdi di quella convenzione, perché sono stati loro ad approvarla con la legge 101 del 2008, una delle prime leggi votate dai parlamentari di Forza Italia nella XVI legislatura.

L’articolo 9-bis della Convenzione, secondo la relazione degli esperti, è nullo perché, rispetto ai motivi della risoluzione anticipata, non distingue tra quelli imputabili al concedente, quelli legati all’interesse pubblico e quelli connessi all’inadempimento del concessionario, distinzione che invece è contemplata nel Codice dei contratti. Quella clausola è 'eccentrica rispetto al sistema della responsabilità contrattuale e manifestamente nulla sotto vari profili', inoltre garantisce ad una delle parti 'una condizione di sostanziale immunità e privilegio'. In più l’articolo 1229 del codice civile sanziona con la nullità qualunque patto che escluda o limiti la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave.

Per far sì che lo Stato italiano sottoscrivesse questi contratti con dei privati, contratti che contrastano con l’ordine pubblico economico, i Governi precedenti hanno dovuto fare una legge porcata, perché le Amministrazioni dello Stato e la Corte dei Conti non avrebbero potuto far passare una cosa del genere, visti gli evidenti rischi per l’erario. Per questo fu fatto un decreto legge, varato dal Governo Prodi e successivamente convertito in legge dal Parlamento a maggioranza berlusconiana.

Noi agiamo secondo la ferma volontà politica di non lasciare che i fatti avvenuti a Genova restino privi di conseguenze e, più in generale, puntiamo a riequilibrare i rapporti tra concessionari privati e concedente pubblico per rimettere al centro i cittadini. A questo proposito ricordo che sono in fase di attuazione i provvedimenti in questo settore conseguenti al Decreto Genova da parte dell’Autorità di regolazione dei trasporti i cui effetti avranno presto ricadute sull’intero sistema tariffario.

Per quanto riguarda il caso specifico di Autostrade per l’Italia, ribadisco quindi la convinzione di procedere con la risoluzione unilaterale, ma al tempo stesso quella di farlo con gli strumenti e le valutazioni opportune, come quelle fornite nella relazione, stante il quadro normativo in cui agiamo in conseguenza delle scelte dei Governi precedenti. Vogliamo infatti tutelare al massimo l’interesse pubblico e scongiurare qualsiasi ricaduta sulle casse dello Stato, cioè sulle tasche dei cittadini, a differenza di quanto fatto dai nostri predecessori.

Per quanto riguarda infine il coinvolgimento di Atlantia in Alitalia, si tratta di questione che sarà valutata nelle sedi opportune, ma che non può e non deve intrecciarsi con quella del Ponte Morandi".

AVIONEWS riporta inoltre il testo integrale dell'atto parlamentare presentato da diversi senatori: 

"Al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.

Premesso che:

in data 14 agosto 2018, il crollo del ponte Morandi di Genova ha sollevato l'attenzione sulla società Atlantia SpA, concessionaria dell'autostrada A10;

a seguito di quel tragico evento, il ministro in indirizzo si era spinto a sostenere l'opportunità di revocare le concessioni autostradali all'importante colosso industriale citato, qualora fossero emerse inadempienze contrattuali;

sabato 6 luglio 2019, il ministro avrebbe rilasciato in merito al lavoro svolto dalla Commissione ministeriale istituita presso il ministero le seguenti dichiarazioni: 'venerdì sera è arrivato il parere degli esperti in supporto al Mit. Da quello che emerge, possiamo iniziare a dire che c'è stata una grave inadempienza';

secondo fonti di stampa, il rapporto della commissione degli esperti sottolineerebbe che alcune clausole della convenzione prevedono risarcimenti in caso di risoluzione anticipata e che pertanto non si può escludere che Aspi SpA, Autostrade per l'Italia, società partecipata da Atlantia, li ottenga;

il gruppo autostradale in una nota avrebbe dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione riguardo al procedimento in corso e di aver appreso solo da notizie di stampa dell'esistenza e dei contenuti della relazione della suddetta Commissione ministeriale;

da tali anticipazioni, prosegue la nota, 'non sembrerebbe emergere alcun grave inadempimento agli obblighi di manutenzione ai sensi del contratto di concessione. Peraltro, la presunta violazione dell'obbligo di custodia, di cui all'art. 1177 del codice civile, costituirebbe un addebito erroneo ed inapplicabile al caso di specie, trattandosi di una infrastruttura che sarà restituita allo Stato al termine della concessione, per effetto della sua ricostruzione affidata dal Commissario per Genova ed interamente finanziata da Aspi';

al fine di ristabilire un corretto quadro informativo, nella nota di Autostrade per l'Italia, viene specificato che i termini della Convenzione 'prevedono, nella denegata ipotesi di revoca, il pagamento di un cosiddetto indennizzo che corrisponde al giusto valore della concessione, secondo i criteri contrattualmente previsti. La sussistenza di tale obbligo di indennizzo, come riportato dalla stampa, è confermata anche dalla stessa relazione della Commissione';

il rischio di una deriva giustizialista che non distingua attentamente le responsabilità della società concessionaria a seguito del tragico evento, dal servizio pubblico che la stessa offre, rischia di portare il nostro Paese ad un 'black out' infrastrutturale con evidenti negative ricadute economiche;

è, inoltre, ancora aperta la questione attinente al salvataggio della compagnia di bandiera Alitalia sulla quale la stessa Atlantia, nei mesi scorsi, aveva manifestato il suo interesse per un ipotetico piano di investimento insieme ad altri partner azionari,

si chiede di sapere:

se il ministro in indirizzo intenda procedere con la revoca delle concessioni, con le evidenti ricadute economiche che la stessa comporterebbe;

quando ritenga di rendere noto al Parlamento il lavoro svolto dalla commissione citata in premessa;

 se non ritenga di fornire, per quanto di competenza, chiarimenti in merito al coinvolgimento di Atlantia nel rilancio nella compagnia di bandiera Alitalia".

red - 1222979

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