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CLARA MOSCHINI

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Scomparsa Zamberletti: Governo decide per funerali di Stato

Oggi camera ardente e domani mattina le esequie nella "Sua" Varese

Il cordoglio della Protezione civile, della commissione Grandi rischi e del capo dello Stato; breve biografia dell'onorevole

Il Governo ha deciso di disporre funerali di Stato per Giuseppe Zamberletti. Le esequie si terranno, quindi, martedì 29 gennaio alle ore 10:30 presso la Basilica di San Vittore a Varese, e non lunedì alle 15 come inizialmente comunicato. La camera ardente, allestita nella sala consiliare di Palazzo Estense a Varese, è stata aperta ieri dalle ore 15 alle 19 e nella giornata di oggi, lunedì 28 gennaio, dalle ore 9 alle 19.

Il Dipartimento della Protezione civile annunciando la sua scomparsa sabato di Giuseppe Zamberletti, che si è spento nella sua Varese, esprime il più profondo e sincero cordoglio e si unisce al dolore dei suoi familiari.

"Oggi perdiamo uno straordinario conoscitore delle fragilità del nostro Paese –ha dichiarato il capo Dipartimento Angelo Borrelli– che per primo intuì la necessità di distinguere la fase del soccorso in emergenza da quella fondamentale della previsione e della prevenzione dei rischi naturali, eleggendole a cardine dell’autoprotezione. Ci ha insegnato a riconoscere la cultura della protezione civile come sapiente tutela della salvaguardia della vita e dei beni comuni, ma ha svolto anche l’importante funzione di guida morale e costante riferimento per lo svolgimento del nostro sevizio. Gli uomini e le donne della protezione civile gli saranno per sempre debitori. Oggi il Servizio nazionale non perde solo il suo fondatore ma anche un amico, un maestro, una guida. Questo è stato, in questi anni, per tutti noi e per i tanti volontari italiani”.

La Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei Grandi rischi nell’apprendere la notizia della scomparsa del proprio presidente emerito, Giuseppe Zamberletti, ideatore e padre fondatore della Protezione civile, esprime sentimenti di commossa partecipazione al grave lutto che ha colpito tutti gli appartenenti al Servizio nazionale della Protezione civile e l’intero Paese.

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa. 

L’onorevole Giuseppe Zamberletti, fondatore della Protezione civile, è stato parlamentare della Democrazia cristiana fin dal 1968 e si è sempre occupato di temi riguardanti la sicurezza dei cittadini. Nel 1972 ha ricoperto l’incarico di sottosegretario all'Interno nei governi presieduti da Aldo Moro e da Giulio Andreotti, con la delega per la Pubblica sicurezza, l’antincendio e protezione civile.

Durante gli eventi sismici del 1976 in Friuli, è stato nominato commissario straordinario per assicurare il coordinamento dei soccorsi nelle aree gravemente colpite. Nel 1980, a seguito del violento terremoto abbattutosi sulla Campania e la Basilicata, la sua esperienza di commissario straordinario si ripete. L’esperienza maturata lo porta al convincimento che le calamità, sia naturali che legate all’attività dell’uomo, non possono essere fronteggiate soltanto con una attività di mero soccorso, ma possono essere previste, prevenute e mitigate nei loro effetti mediante l’operatività stabile di una struttura creata ad hoc. Così nel 1981 verrà incaricato dal presidente Pertini di predisporre, quale alto commissario, gli strumenti organizzativi della nuova protezione civile, e nel 1982, nominato ministro per il coordinamento della protezione civile, viene nominato capo del Dipartimento appena creato.

È il giorno in cui, in Italia, si volta pagina nella gestione delle calamità sul territorio nazionale. Un percorso che terminerà con la legge 225 del 1992 che rappresenterà il traguardo di un progetto iniziato dieci anni prima. Zamberletti sarà ministro organizzatore e coordinatore del nascente sistema nazionale di protezione civile per il 1982 e poi ancora dal 1984 al 1987 in gran parte sotto la presidenza di Bettino Craxi.

Nonostante la fine dell’esperienza ministeriale non si è più allontanato da quel mondo che lui stesso aveva creato: la passione, l’impegno per la protezione civile non lo faranno mai desistere dall’interessarsi della materia, tanto che nel 2007 viene nominato presidente della vommissione Grandi rischi, incarico alla cui scadenza, proseguirà ancora, nella carica di presidente emerito, che ha mantenuto sino alla fine.

red - 1218222

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