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CLARA MOSCHINI

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Aerei. Cg Ue conferma ammende Commissione a varie società

Nell’ambito dell’intesa nel settore dei servizi di trasporto aereo internazionale di merci

Con decisione del 28 marzo 2012, la Commissione ha inflitto delle ammende per un importo complessivo di 169 milioni di Euro a varie società a motivo della loro partecipazione, nel corso di periodi compresi tra il 2002 ed il 2007, a diversi accordi e pratiche concordate sul mercato dei servizi di trasporto aereo internazionale di merci. Tali servizi di trasporto consistevano nell’organizzazione del trasporto di beni e potevano includere anche attività realizzate a nome dei clienti in funzione delle loro necessità, quali lo sdoganamento, lo stoccaggio ovvero servizi di assistenza a terra. 

La Commissione ha ritenuto che i comportamenti anticoncorrenziali delle società che si sono accordate per la creazione di vari meccanismi di tariffazione e maggiorazioni dessero luogo a quattro intese distinte.

L’intesa relativa al nuovo sistema di esportazione ("New Export System" o "Nes") riguardava un sistema di pre-sdoganamento per le esportazioni dal Regno Unito verso i Paesi esterni allo Spazio economico europeo, lanciato dalle autorità di tale Paese nel 2002. Un gruppo di spedizionieri aveva convenuto di introdurre una maggiorazione per le dichiarazioni Nes. 

Il sistema del manifesto di carico avanzato ("Advanced Manifest System" o "Ams"), introdotto in seguito agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, designa una disposizione regolamentare delle autorità doganali statunitensi che impone alle società di fornire dati preliminari sulle merci che intendono spedire verso gli Stati Uniti. Taluni spedizionieri si sono coordinati per l’introduzione di una maggiorazione applicabile al servizio Ams, in modo da garantire la comunicazione elettronica dei dati in questione alle autorità americane. 

L’intesa riguardante il meccanismo di adeguamento valutario ("Currency Adjustment Factor" o Caf) era diretta a trovare un accordo su una strategia tariffaria comune che consentisse di far fronte al rischio di una diminuzione degli utili in seguito alla decisione della banca popolare di Cina nel 2005 di non collegare più la moneta cinese (lo yuan renminbi o Rmb) al dollaro statunitense (Usd). Diversi spedizionieri internazionali hanno deciso di convertire tutti i contratti conclusi con i loro clienti in Rmb e di introdurre una maggiorazione Caf fissandone al contempo l’importo.

Infine, l’intesa relativa alla maggiorazione per alta stagione ("Peak Season Surcharge" o "Pss") riguardava un accordo tra diversi spedizionieri internazionali sull’applicazione di un coefficiente di adeguamento temporaneo dei prezzi. Tale coefficiente è stato imposto in reazione all’aumento della domanda nel settore del trasporto aereo di merci nel corso di alcuni periodi, aumento che comportava una penuria di capacità di trasporto ed un aumento delle tariffe di trasporto. Tale accordo era inteso a proteggere i margini degli spedizionieri. 

Varie società coinvolte hanno chiesto al tribunale dell’Unione europea di annullare la decisione della Commissione o di ridurre le loro rispettive ammende. 

Nelle sue sentenze del 29 febbraio 2016, il Tribunale ha confermato l’importo delle ammende inflitte alle società Kühne + Nagel International, Schenker, Deutsche Bahn e a., Panalpina World Transport (Holding), Ceva Freight (Uk) ed Egl. Tali società, ad eccezione della Ceva Freight (Uk) e della Egl, hanno adito la Corte di giustizia per far annullare le sentenze del Tribunale. 

Nelle sue sentenze odierne, la Corte rigetta l’insieme degli argomenti addotti dalle suddette società e conferma l’importo delle ammende inflitte. Essa dichiara, in particolare, che il tribunale ha correttamente statuito che è appropriato fondare il calcolo dell’importo delle ammende sul valore delle vendite relative ai servizi di trasporto di merci in quanto lotto di servizi sulle tratte commerciali interessate.

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